La Diga e il Lago Nitti
Il primo lago artificiale del Sud, voluto da Francesco Saverio Nitti
Nella gola delle Ripe, uno sbarramento in muratura ferma il torrente Rescio e forma il Lago Nitti: fu il primo lago artificiale del Mezzogiorno d'Italia, nato dal grande sogno idroelettrico di Francesco Saverio Nitti per far rinascere il Sud.
Il sogno di Nitti
La diga di Muro Lucano nasce all'interno del progetto di politica energetica di Francesco Saverio Nitti — economista e futuro Presidente del Consiglio, tra i grandi meridionalisti — che tra il 1911 e il 1914 immaginò l'energia idroelettrica come leva per la rinascita economica del Mezzogiorno. Nel 1914 sorse la Società Lucana per le imprese idroelettriche; i lavori, diretti dall'ingegnere Angelo Omodeo, partirono nell'ottobre di quell'anno.
Il lago fu aperto al pubblico il 25 gennaio 1916. Era il primo lago artificiale del Meridione: un fatto che, per l'Italia di allora, aveva quasi il valore di un simbolo.
La diga e la centrale
Nei registri tecnici l'opera è censita come «diga di ritenuta e centrale idroelettrica di Muro Lucano»; per tutti, però, è la Diga Nitti. È uno sbarramento ad arco che ferma il torrente Rescio: alto una cinquantina di metri, con un coronamento di una sessantina di metri e un invaso di alcuni milioni di metri cubi d'acqua.
L'acqua alimentava una centrale idroelettrica, entrata a pieno regime intorno al 1920. L'impianto lavorò per decenni, fino a quando — intorno al 1970 — la produzione fu sospesa per problemi strutturali e il complesso venne progressivamente dismesso. Oggi diga, lago e centrale sono le tappe di un piccolo «itinerario industriale» dentro il paesaggio delle Ripe.