Muro Lucano · Basilicata
Il Manifesto
de il Coppolone
Quello che questo giornale è, quello che non sarà mai. Otto articoli, scritti una volta e validi sempre.
Siamo la voce del paese
Raccontiamo Muro a Muro: quello che succede, quello che serve, quello che si perde se nessuno lo scrive.
Fatti, non fazioni
Non siamo il megafono di nessuno: né di un partito, né di una lista, né di una sigla. Quando c'è un documento, citiamo il documento. Il si-dice lo lasciamo al bar — che per quello è insuperabile.
E siamo le voci del paese
Chi ha qualcosa da dire, qui trova posto. La testata garantisce i fatti; le opinioni sono di chi le firma. Sempre con nome e cognome, e chi è parte in causa lo dichiara sotto la firma.
Il confronto sì, l'odio no
Discutere fa bene, il paese vive di discussioni. Ma qui odio e volgarità non entrano, in nessuna forma: le opinioni si sostengono coi documenti, non con le invenzioni. Vige un principio solo: aggregare, non disgregare.
Se sbagliamo, correggiamo
A vista, senza nascondere la polvere sotto il tappeto.
Prima le cose che servono
L'acqua che manca, la farmacia di turno, il pullman per Potenza, la carta all'albo spiegata in parole povere. Il giornale che si consulta, non solo che si legge.
La memoria è di tutti
Le foto dei cassetti, i libri, il dialetto, i nomi delle cose. Quello che i nonni sanno e i nipoti non ancora.
Non ti spiamo, chi legge può scrivere
Niente tracciamenti, niente dati venduti, niente banner-ricatto: si entra come in piazza, liberi e gratis. E come in piazza, chi arriva porta qualcosa: una foto, un evento, una segnalazione, una voce. Il Coppolone si fa insieme — sennò che paese è.
«Sotto la coppola, tutto il paese.»
La redazione de il Coppolone
Muro Lucano, 2 settembre 2026