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mercoledì 16 settembre 2026

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Cronaca

Il paradosso lucano: viviamo sul petrolio e paghiamo il carburante più caro d'Italia

C'è una contraddizione che da queste parti conosciamo bene, anche se raramente la diciamo ad alta voce: la Basilicata estrae greggio dal proprio sottosuolo da oltre vent'anni, eppure oggi è la regione dove il carburante è aumentato di più in tutta Italia. Non un'impressione, non un modo di dire: un dato ufficiale, certificato, che riguarda direttamente le tasche di ogni famiglia lucana — comprese quelle di Muro Lucano.

Illustrazione: Il paradosso lucano: viviamo sul petrolio e paghiamo il carburante più caro d'Italia

I numeri, senza giri di parole

Oggi, 16 settembre 2026, il prezzo medio del gasolio self-service in Basilicata è di 2,229 euro al litro, quello della benzina di 2,129 euro. Pochi giorni fa il Codacons segnalava per la nostra regione uno dei prezzi più alti mai registrati a livello nazionale. Ma il dato più duro non è il prezzo del giorno: è la tendenza. Secondo l'Ufficio Studi della CGIA di Mestre, nel 2026 la spesa dei lucani per benzina e gasolio è cresciuta del 21,6%, il rincaro percentuale più alto di tutte le regioni italiane — contro una media nazionale del 20,4%. Un aggravio complessivo stimato in 118 milioni di euro in più rispetto al 2025, che pesa su famiglie e piccole imprese di una delle regioni più povere del Paese.

Il paradosso energetico

Ed è qui che il cerchio si chiude, amaro: i pozzi della Val d'Agri e del territorio di Corleto Perticara riforniscono da soli una quota significativa del fabbisogno petrolifero nazionale. Eppure, come certificano le stesse cronache economiche di questi giorni, il territorio che produce non riceve alcun beneficio diretto in termini di contenimento dei prezzi al consumo. Viviamo accanto ai pozzi e paghiamo il pieno più caro d'Italia. Chi sostiene da anni le perforazioni in nome dello sviluppo del territorio, oggi dovrebbe spiegare ai cittadini lucani dove sia finito questo sviluppo, quando si tratta di riempire il serbatoio per andare a lavorare.

Il colpo che sta per arrivare

E il peggio, purtroppo, deve ancora venire. Il decreto approvato dal Governo prevede una riduzione progressiva dello sconto sulle accise del gasolio: dal 18 al 25 settembre lo sconto scende da 17 a 12,2 centesimi al litro, e dal 26 settembre crollerà ulteriormente a 6,1 centesimi. Significa, in parole semplici, che nelle prossime settimane il pieno costerà ancora di più — proprio mentre la Basilicata parte già dal primato negativo nazionale.

Cosa significa per chi vive a Muro Lucano

Per chi abita nell'entroterra lucano, l'auto non è un lusso: è l'unico modo per raggiungere il posto di lavoro, un ospedale, una scuola superiore. Non ci sono alternative di trasporto pubblico degne di questo nome nelle aree interne, e ogni aumento del carburante si traduce direttamente in meno soldi in tasca a fine mese per famiglie che, secondo i dati SVIMEZ, partono già da un reddito medio più basso rispetto al resto del Paese. Un lavoratore pendolare, un artigiano che si sposta di cantiere in cantiere, un genitore che accompagna i figli a scuola fuori paese: sono loro a pagare, ogni giorno, il prezzo di un paradosso che nessuno sembra voler realmente affrontare.

Il silenzio che pesa più del prezzo

Ciò che colpisce di più non è solo il dato economico, ma l'assenza di una voce forte e unita che lo porti all'attenzione nazionale con la determinazione che merita. Una regione che produce energia per il Paese intero, e che nel frattempo vede le proprie famiglie schiacciate dal caro carburante, avrebbe diritto a una battaglia politica e istituzionale continua, non a dichiarazioni sporadiche. Il Coppolone continuerà a parlarne, perché sono i numeri, prima ancora delle opinioni, a raccontare quanto sia ingiusto questo paradosso — e perché una comunità informata è il primo passo per pretendere risposte.

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