Muro Lucano e il suo Santo: trecento anni da quel bambino nato al Pianello
C’è un giorno che a Muro Lucano non è mai davvero uguale agli altri, per quanto si ripeta ogni anno: è il giorno di San Gerardo. E quest’anno, con il III Centenario della sua nascita, quel giorno porta con sé un peso diverso, più grande — perché non celebriamo solo la nostra festa più sentita, ma trecento anni di una storia che comincia proprio qui, tra le pietre del nostro paese. Leggi l’articolo completo👇
Un bambino del Pianello
Gerardo Maiella nasce a Muro Lucano il 6 aprile 1726, nel quartiere Pianello, da una famiglia di condizione umile: il padre Domenico, sarto, la madre Benedetta Galella, donna del popolo. Non è la nascita di un nobile né di un privilegiato — è la nascita di uno dei tanti figli della nostra terra, cresciuto tra le difficoltà quotidiane che il nostro paese conosceva bene. Rimasto orfano di padre ancora fanciullo, Gerardo impara il mestiere di sarto nella bottega di Martino Pannuto, tra fatiche e privazioni che avrebbero piegato chiunque altro.
Ma fin da bambino, chi lo conosceva raccontava di un ragazzo diverso: il primo ad accorrere in chiesa prima ancora che facesse giorno, capace di costruire altarini e organizzare piccole processioni nei giochi con i coetanei, di restare a pregare fino a tarda sera quando il sacrestano gli affidava le chiavi della chiesa. Una santità che si manifestava nella semplicità, nei gesti di ogni giorno — la stessa semplicità che Muro Lucano ha sempre riconosciuto come propria.
Da Muro al mondo
Nel 1748 un gruppo di missionari redentoristi, la congregazione fondata pochi anni prima da Sant’Alfonso Maria de’ Liguori, arriva a Muro Lucano per una missione popolare. È l’incontro che cambierà tutto: contro il parere della madre, Gerardo decide di unirsi a loro. Entra definitivamente nella Congregazione del Santissimo Redentore nel 1752, dopo un periodo di servizio presso il vescovo di Lacedonia, mons. Albini, che lo mette a dura prova con il proprio carattere difficile — una scuola di pazienza che Gerardo affronta senza mai perdere la sua dolcezza.
Da lì in avanti, la sua vita religiosa diventa leggenda: viene ricordato come “il padre dei poveri”, l’apostolo instancabile della Valle del Sele, capace di dedizione totale verso gli ultimi, i malati, chi non aveva voce. Nel 1754 affronta anche una calunnia ingiusta, accettata con un silenzio che i suoi biografi raccontano come uno dei momenti più alti della sua santità: scelse di non difendersi, fidandosi soltanto di Dio.
Gerardo muore a Materdomini il 16 ottobre 1755, ad appena 29 anni. Un’esistenza brevissima, eppure capace di lasciare un segno che attraversa i secoli: beatificato da Papa Leone XIII nel 1893, canonizzato da Papa Pio X nel 1904, San Gerardo Maiella diventa patrono delle gestanti e dei bambini, e patrono della Basilicata intera.
Trecento anni dopo, ancora a casa
C’è qualcosa di profondamente vero in questa storia, per chi è nato o cresciuto a Muro Lucano: San Gerardo non è un santo lontano, calato dall’alto di un’agiografia distante. È uno dei nostri. È il bambino che giocava nei vicoli del Pianello, il ragazzo che ha imparato un mestiere per aiutare la famiglia, il giovane che ha lasciato la sua terra per seguire una vocazione più grande — proprio come tanti muresi hanno fatto, nei secoli, lasciando Muro per il mondo senza mai smettere di portarlo nel cuore.
È per questo che ogni anno, quando la processione attraversa le nostre strade, non stiamo solo onorando un santo patrono: stiamo riconoscendo qualcosa di noi stessi. La devozione a San Gerardo, a Muro Lucano, non è mai stata solo fede — è identità, è memoria condivisa, è il filo che lega generazioni di muresi, quelli rimasti e quelli emigrati lontano, in un’unica appartenenza.
Il III Centenario della sua nascita non è quindi soltanto una ricorrenza religiosa. È un momento che la nostra comunità vive una volta ogni tre secoli, e che merita di essere raccontato, custodito, tramandato con la stessa cura con cui i muresi hanno custodito la memoria di Gerardo per trecento anni. Perché finché Muro Lucano ricorderà quel bambino nato al Pianello nel 1726, Muro Lucano ricorderà anche se stesso.
Buon San Gerardo, a tutti i muresi — vicini e lontani.
Il Coppolone
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