24 agosto 1381: il giorno che consegnò la regina Giovanna al castello di Muro
⚔️Seicentoquarantacinque anni fa, il 24 agosto 1381, la sconfitta di Ottone di Brunswick a Monte Echia segnò il destino di Giovanna I d'Angiò. Da quella battaglia partì la catena di eventi che si chiuse nel castello di Muro. L’articolo completo 👇
Il 24 agosto non è, a prima vista, una data murese. A scorrere i libri della nostra biblioteca storica non risultano, in questo giorno, elezioni o feste cittadine. Eppure una ricorrenza c'è, e tocca l'episodio più celebre della storia di Muro: proprio il 24 agosto 1381, seicentoquarantacinque anni fa, si combatté la battaglia che consegnò la regina Giovanna I d'Angiò nelle mani di Carlo di Durazzo, e la avviò alla prigionia e alla morte nel nostro castello.
La battaglia di Monte Echia
La vicenda la racconta con ampiezza il Martuscelli (Numistrone e Muro Lucano, pagg. 72-77). Nel luglio del 1381 Carlo di Durazzo si era impadronito di Napoli senza colpo ferire, grazie a due cavalieri che trovarono indifesa la Porta della Conceria. La regina si era rinchiusa in Castelnuovo aspettando soccorsi dalla Francia che non arrivarono mai. Il quarto marito, Ottone di Brunswick, tentò allora il tutto per tutto: «nel giorno 24 Agosto si azzuffarono con molto accanimento» sul monte Echia, l'odierno Pizzofalcone. La fortuna non gli arrise: l'esercito fu sconfitto e Ottone, spintosi valorosamente nella mischia, restò ferito e prigioniero. Due giorni dopo, il 26 agosto, Giovanna si arrese al vincitore.
La strada verso Muro
Da lì il destino corse veloce. Il 2 settembre 1381 la regina fu trasferita da Castelnuovo a una dura cella di Castel dell'Uovo. Poi, secondo il Cronicon Siculum citato dal Martuscelli, il 28 marzo 1382 partì per il castello di Muro, scortata da Carlo Ruffo di Montalto «cum magna gente armigera», mentre Ottone veniva rinchiuso nel castello di San Fele. La stessa cronaca la dice morta nel carcere del castello murese il 12 luglio 1382, anche se sulla data, sul modo e perfino sul luogo dell'assassinio le fonti antiche non concordano.
Perché proprio Muro? Il Martuscelli se lo chiede e risponde: un castello «inaccessibile, inespugnabile, in mezzo a boschi sconfinati, quindi oscuro, rimoto, dimenticato», feudo personale del Durazzesco, era il luogo perfetto per una vendetta da consumare «nelle tenebre e nel silenzio», lontano dagli occhi di Napoli e dei molti partigiani che la regina si era affezionata.
Una data da ricordare
Senza quel 24 agosto sul monte Echia, forse la storia di Giovanna — e quella di Muro — sarebbero andate diversamente. È da quella sconfitta che il nostro castello entrò nella grande storia europea, legando per sempre il nome di Muro Lucano a una delle pagine più oscure e discusse del Trecento. Una ricorrenza che vale la pena ricordare, oggi, passando sotto le mura che furono l'ultima dimora di una regina.
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