lunedì 13 luglio 2026

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Cultura

Al Museo Archeologico di Muro le "Dee del Grano": la mostra diffusa fa tappa in città

Dal 3 luglio il Museo Archeologico Nazionale di Muro Lucano ospita la tappa murese della mostra diffusa "Le Dee del Grano. Terra, radici, memoria e rinascita". La serata inaugurale, in coincidenza con le antiche Nonae Caprotinae, ha unito archeologia, Biodanza e un convivio curato da Slow Food Magna Grecia.

Il grano, le sue dee e i riti antichi della mietitura arrivano a Muro Lucano. Dal 3 luglio il Museo Archeologico Nazionale della città ospita la tappa murese de "Le Dee del Grano. Terra, radici, memoria e rinascita", la mostra diffusa che accompagna simbolicamente il ciclo naturale dei campi, dalla semina al raccolto, e che era già passata dal Museo Archeologico Nazionale "Dinu Adamesteanu" di Potenza.

A fare gli onori di casa la direttrice del museo, Sabrina Mutino, che ha presentato il progetto illustrandone la lettura storica e simbolica. Non è un caso la scelta della data: l'inaugurazione è coincisa con le antiche Nonae Caprotinae, la festività romana dei primi di luglio legata al tempo della mietitura e ai temi della fertilità e della rinascita. Un modo per riportare il calendario antico dentro il presente, in un territorio dove il rapporto con la terra e con il ciclo delle stagioni non è mai stato solo folklore.

Una serata tra mito, danza e convivialità

L'inaugurazione non si è limitata alla presentazione della mostra. La serata è proseguita con una sessione di Biodanza ispirata al mito di Demetra, la dea greca delle messi, condotta da Maria Brancucci e Fulvio Mesolella della Scuola di Napoli dell'International Biodanza Federation. Un'esperienza collettiva che ha tradotto in movimento i temi dell'esposizione: la terra madre, il seme che muore e rinasce, la memoria dei gesti contadini.

A chiudere, un momento conviviale dedicato al patrimonio culinario locale, curato da Slow Food Magna Grecia. Anche qui il filo conduttore è rimasto il grano: quello dei pani e delle paste della tradizione lucana, che della civiltà contadina raccontata dalla mostra sono l'eredità più concreta e quotidiana.

Il museo come presidio culturale

La tappa murese conferma il ruolo del Museo Archeologico Nazionale di Muro Lucano come presidio culturale attivo, capace di andare oltre la custodia dei reperti per proporre formule che intrecciano archeologia, antropologia e comunità. La formula della "mostra diffusa" — un unico progetto espositivo che si sposta e si adatta a più sedi — permette anche a un centro come il nostro di essere parte di un circuito regionale, e non semplice periferia.

Per i muresi e per i visitatori estivi, la mostra è un'occasione per guardare con occhi nuovi un patrimonio che sta nelle vetrine del museo ma anche nei campi attorno al paese: la storia del grano, da queste parti, è la storia di tutti. Per orari di visita e informazioni è possibile rivolgersi direttamente al Museo Archeologico Nazionale di Muro Lucano.

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